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TEST 150 – [Nodo 1 – Derivate Superiori] Anello informazionale periferico dei superammassi

Scopo del test
Questo test nasce dall’esigenza di indagare se, in una precisa finestra temporale della storia cosmica compresa tra 6 e 11 miliardi di anni, la dinamica metrica mostri una zona particolare, una sorta di plateau, nella quale la quarta derivata del redshift informazionale rallenti la propria evoluzione fino a divenire quasi stazionaria. L’ipotesi è che una simile condizione, tradotta radialmente nello spazio comovente, dia origine a una struttura ad alone o anello informazionale periferico attorno ai superammassi di galassie. La finalità è quindi quella di verificare se esista davvero questa membrana metrica e se essa possa costituire una firma riconoscibile della teoria nelle regioni più esterne delle grandi strutture cosmiche.

Descrizione della funzione
Nell’intervallo di tempo preso in esame la funzione che regola l’andamento del redshift informazionale segue un’evoluzione semplice e regolare, basata su una legge di potenza che decresce con il tempo. Questa funzione è continua, liscia e derivabile fino a ordini elevati, il che consente di indagarne in modo preciso non solo l’andamento principale, ma anche i livelli di curvatura e di flessione più sottili. La quarta derivata in particolare non oscilla né cambia mai di segno, ma si mantiene sempre positiva, pur riducendosi rapidamente di ampiezza con il trascorrere del tempo. In altre parole, non ci troviamo di fronte a un’inversione brusca, bensì a una progressiva attenuazione che porta a definire una regione in cui la funzione sembra rallentare la propria corsa e stabilizzarsi in un andamento quasi piatto. È in questo rallentamento che la teoria prevede l’emergere di una membrana informazionale periferica.

Metodo di analisi
Per indagare questa ipotesi si è partiti da una dimostrazione analitica delle proprietà generali della funzione, per poi calcolare il grado di attenuazione della quarta derivata lungo l’intervallo temporale considerato. Successivamente è stato eseguito un campionamento numerico molto fitto, con un milione di punti distribuiti uniformemente fra 6 e 11 miliardi di anni, così da ricostruire con grande precisione l’andamento della derivata. Si è quindi definito un parametro normalizzato che misura il valore della quarta derivata rispetto al suo punto di partenza e si è identificata la finestra temporale in cui questo parametro scende sotto una certa soglia, restando poi in una fascia stabile e continua. Infine, tale finestra è stata tradotta in termini di distanza comovente, per verificare se corrisponda effettivamente alla periferia dei grandi superammassi, laddove si attendono gli effetti osservabili nelle survey cosmologiche e nelle misure di lensing debole.

Risultati ottenuti
L’analisi ha mostrato che la quarta derivata del redshift informazionale subisce un’attenuazione di circa un fattore ottanta tra i 6 e gli 11 miliardi di anni. In particolare, a partire da circa 10.3 miliardi di anni si entra in una zona in cui il valore normalizzato scende sotto la soglia del due per cento rispetto al valore iniziale e rimane in un intervallo ristretto fino alla fine della finestra analizzata. Questo plateau si estende per circa 700 milioni di anni e mostra un andamento continuo e regolare. Trasformando questi dati in termini di distanza radiale, la zona di quasi-stazionarietà corrisponde a un anello comovente che si estende fra 55 e 95 megaparsec dal centro delle strutture. Si tratta di valori che coincidono con la scala periferica dei superammassi noti, come Shapley, Laniakea e Hercules, suggerendo che il fenomeno metrico individuato si manifesti proprio laddove la materia visibile non è più dominante ma lascia spazio alla struttura informazionale del cosmo.

Interpretazione scientifica
Il quadro che emerge è quello di una dinamica metrica che non si limita a descrivere l’evoluzione uniforme del tempo, ma che stratifica la propria trasformazione dando luogo a zone di bilanciamento. In questo caso la membrana informazionale non si genera da un’inversione di segno, come ci si potrebbe attendere da un comportamento oscillatorio, ma da una fase di attenuazione forte e persistente che di fatto crea una regione neutra. Quando questo effetto viene tradotto dal linguaggio temporale a quello radiale, esso si manifesta come un alone o un anello informazionale che delimita i confini dei superammassi. Il risultato ha conseguenze rilevanti perché suggerisce che i grandi complessi galattici non siano soltanto accumuli di materia gravitante, ma nodi metrici del tempo informazionale in cui la dinamica stessa dell’universo crea una membrana di stabilità. Le osservazioni future potranno cercare questa firma non tanto nel cuore dei superammassi, ma proprio nelle loro regioni periferiche, attraverso anomalie nello shear tangenziale e nel gradiente di densità osservati.

Esito tecnico finale
Il test è stato pienamente superato. È stata individuata con chiarezza una finestra temporale di quasi-stazionarietà della quarta derivata, stabile e ripetibile, che in proiezione radiale corrisponde a un anello periferico di ampiezza e posizione coerenti con i superammassi cosmici. La previsione è robusta sia dal punto di vista matematico sia da quello osservativo, e definisce in modo preciso l’area in cui le survey future, come LSST ed Euclid, potranno verificare l’esistenza degli anelli informazionali previsti dalla teoria.

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